Prototyping Interaction and Design

At Mediateca Santa Teresa, via della Moscova, 28, Milan, Italy – Contents are in Italian.

locandina

Abstract

L’internet delle cose è ormai una realtà: il numero delle cose connesse continua a crescere, e così pure la varietà di sensori ed attuatori che possono essere incorporati in esse. Quello che manca sono le applicazioni ben disegnate capaci di arricchire le esperienze di vita delle persone. Questo richiede che chi progetta gli spazi dove viviamo e gli oggetti che usiamo nelle diverse situazioni sappia pensarli come occasioni di interazione, interazione tra le cose e i loro utenti, tra spazi e chi li abita, e anche semplicemente tra persone. Va insomma superata la situazione attuale in cui l’internet delle cose è dominio dei tecnologi (dagli ingegneri ai makers, dagli informatici agli hackers) mentre oggetti e spazi sono competenza dei designer: Il progetto delll’interazione deve intrecciarsi con il design degli spazi e degli oggetti. Perché questo sia possibile, è necessario che i designer imparino a vedere dinamicamente spazi e cose, usando, magari, tecniche di prototipazione dell’interazione pensate o sviluppate apposta per loro. È di questo che parliamo nel seminario “Prototyping Interaction and Design” ed è questo che i partecipanti potranno sperimentare nei workshop Protobject che lo corredano.

Programma
9.30-10.15 – Portare l’interazione nel design – Giorgio De Michelis e Alessio Bellino
10.15-11.00 –Internet of Things e Corpo Umano – Massimo Temporelli e Matteo Ordanini
11.00-11.45 – Dagli oggetti che si stampano alle cose che si discutono: il caso della stampa 3D in chirurgia – Federico Cabitza e Vittorio Satta
11.45-12.15 – Le grandi superfici ceramiche, dallo sviluppo dimensionale al salto quantico verso le applicazioni tecnologiche – Stefano Luconi
12.15-12.30 – Conclusioni


Portare l’interazione nel design

Giorgio De Michelis e Alessio Bellino

Il design degli oggetti e degli spazi si confronta da tempo immemorabile con il mutamento: dai locali della casa tradizionale Giapponese che cambiano funzione nel corso di una giornata, e dagli spazi attrezzati dei grandi alberghi e dei centri congress ai tavoli pieghevoli, i divani-letto, i- coletellini svizzeri, ecc. Le tecnologie digitali fanno fare un passo ulteriore agli spazi dinamici, in quanto consentono di creare spazi ed oggetti che mutano reagendo ad eventi. Esse inoltre richiedono una collaborazione tra tecnologi e designer, che richiede che essi sappiano colaborare senza subordinarsi reciprocamente. In questo breve seminario faremo vedere che considerare gli spazi e/o gli oggetti come macchine a stati crea un linguaggio comune  in cui essi possono capirsi. Alcuni esempi mostreranno infine come col sistema di prototipazione Protobject, che sarà al centro di uno dei workshop che seguiranno, il concetto di macchina a stati perde qualunque astrattezza per diventare un veicolo efficace per dare forme concrete alle dinamiche interattive di spazi ed oggetti.


Internet of Things e Corpo Umano

Massimo Temporelli e Matteo Ordanini

L’internet delle cose, traguardo tecnologico del nostro secolo che apre le porte a migliaia di nuove opportunità in termini di efficentamento e fruibilità dei servizi, può per certi versi essere considerata una tappa preannunciata dell’evoluzione della società. Vedremo infatti come il complesso sistema delle infrastrutture delle nostre città e delle reti produttiva, elettrica e informatica trovino una metaforica corrispondenza negli apparati vitali del corpo umano. Durante il seminario ripercorreremo le principal tappe storiche che hanno rivoluzionato l’industria e la società e proveremo a trovare nella biologia una risposta alla domanda: cosa ci riserva il futuro?


Dagli oggetti che si stampano alle cose che si discutono: il caso della stampa 3D in chirurgia

Federico Cabitza e Vittorio Satta

Nel nostro breve seminario osserveremo come la stampa di oggetti (modelli) virtuali e quindi la loro trasformazione in oggetti 3D tangibili non rappresenti solo un passaggio dai bit agli atomi. Si tratta anche di un passaggio da oggetti digitali a “materie di discussione” (matters of concern), cioè cose (dopo Latour), la cui disponibilità fisica crea uno spazio per altri making, di natura sociale, come il sense making, e il decision making (cioè il capire insieme le cose e il prendere insieme le decisioni). Nella pratica medica questo fenomeno è particolarmente interessante perché la capacità per un radiologo o chirurgo di stampare particolari anatomici è anche e soprattutto il mezzo per migliorare processi diagnostici (per una “diagnostica per volumi”, che complementi quella più nota “per immagini”), la collaborazione tra medici, la pianificazione di interventi complessi e, ultimo non ultimo, la comunicazione con il paziente. Presenteremo quindi un caso di come il 3D printing crei anche altro rispetto a semplici oggetti tangibili, e cioè anche spazi per la circolazione di conoscenza e la collaborazione; è questa una lezione che presentiamo per considerare la sua applicazione anche al design e alla progettazione di oggetti la cui “cosalità”, cioè essere causa di aggregazione, discussione e collaborazione, può essere opportunamente concepita, progettata, ed eventualmente rinforzata, anche grazie alle nuove tecnologie e alla IOT.


Le grandi superfici ceramiche, dallo sviluppo dimensionale al salto quantico verso le applicazioni tecnologiche

Stefano Luconi

Dall’inizio degli anni settanta fino ai giorni nostri a competizione tecnologica e di mercato per i grandi players internazionali impegnati nella produzione delle superfici da rivestimento per l’architettura ed il design si è combattuta sul terreno della capacità di creare e pensare “in grande”.
Oggi che le capacità produttive hanno raggiunto livelli dimensionali inimmaginabili fino a pochissimi anni addietro, la punta dell’iceberg è rappresentata da coloro che hanno il coraggio di guardare oltre il piano orizzontale ed immaginare utilizzi futuristici.